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storia del peperoncino

Storia e origine del peperoncino

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storia del peperoncino

La storia del peperoncino è uno degli esempi più interessanti di come un alimento per noi semplice e, all’apparenza, scontato, abbia invece una storia molto articolata.

I peperoncini vengono mangiati ogni giorno da un quarto della popolazione terrestre, in Paesi di tutto il mondo. Sono arbusti perenni appartenenti alla famiglia Capsicum ed erano completamente sconosciuti alla maggior parte delle nazioni fino a quando Cristoforo Colombo non si fece strada nel Nuovo Mondo nel 1492.

La storia del peperoncino inizia in Mesoamerica

Le origini del peperoncino hanno radici antiche migliaia di anni e iniziano in Sud America. Sebbene gli studi dei botanici non siano ancora giunti a una conclusione certa circa la localizzazione esatta, per ora abbiamo motivo di ritenere che il primo peperoncino abbia avuto origine in un’area delimitata dalle montagne della Bolivia e del Brasile.

Nel corso dei millenni il peperoncino si è diffuso da questa zona probabilmente con l’aiuto degli uccelli e delle popolazioni autoctone, diffondendosi così in tutto il Sud e Centro America. In origine, il peperoncino selvatico, presentava un piccolo frutto, rosso e rotondo, molto attraente per gli uccelli ma poco sostanzioso per l’uomo.

La diffusione della pianta del peperoncino è stata determinata sia dal gusto che dal valore culinario di questa pianta. I primi rapporti dei conquistadores hanno citato una grande presenza di peperoncini nelle tradizioni azteca e maya, usati non solo per aromatizzare il cibo ma anche per fumigare le case e curare le malattie. Il peperoncino in Sudamerica quindi, era già conosciuto e utilizzato nel 7500 a.C.

L’arrivo di Colombo e la diffusione in Europa

Tuttavia, il suo arrivo in Europa avvenne solo nel 1496, in seguito al secondo viaggio di Cristoforo Colombo nelle Americhe. Colombo ebbe l’idea di commercializzare questa pianta così usata in Mesoamerica, ma le aspettative di guadagno per Regno di Spagna si rivelarono, col tempo, molto deludenti.

Dalla Spagna, l’uso del peperoncino si diffuse in tutto il Vecchio Continente, Italia inclusa, dove, nel 1568, viene citato nell’opera del botanico Pier Andrea Mattioli che lo chiama, erroneamente, pepe d’India. 

Tuttavia, il business del peperoncino in Europa stentò a decollare, per diversi motivi. Il sapore piccante non era gradito a ricchi e nobili e la stessa chiesa l’aveva bandito come “suscitatore di insani propositi”. Inoltre, dal momento che la coltivazione della pianta era piuttosto semplice anche in vaso, l’importazione via mare si rivelava superflua.

In India, invece, il peperoncino era stato introdotto nel 1498 dall’esploratore portoghese Vasco-da-Gama. Qui, divenne così popolare da avere un posto di primo piano nell’ayurveda, il sistema medico tradizionale indiano. Secondo l’ayurveda, il peperoncino ha molte proprietà terapeutiche, come quella di stimolare una buona digestione e la produzione di endorfine, un antidolorifico naturale utilizzato per alleviare i dolori.

Oggi è inimmaginabile pensare alla cucina indiana senza la spezia piccante, il peperoncino. Col tempo, l’India è diventata il più grande produttore ed esportatore mondiale di peperoncino, tanto da contribuire al 25% della produzione totale mondiale di peperoncino. Alcuni dei peperoncini più piccanti vengono coltivati ​​in India.

Nel 1542, alcuni missionari portoghesi portarono il peperoncino in Giappone e successivamente raggiunsero la Corea. Dall’India, attraverso la Persia, i turchi introdussero nel 1570 il peperoncino in Ungheria. All’inizio veniva coltivato negli orti aristocratici ma ben presto prese il suo posto tra gli ingredienti più importanti in cucina.

Attraverso chissà quanti e quali incroci e selezioni, il peperoncino dolce fu introdotto in Europa dagli ungheresi che, nel 1724, coniarono per la prima volta il termine Paprika.

Sul finire dell’Ottocento, iniziarono ad essere condotti esperimenti per l’incrocio delle piante di peperoncino, per sviluppare nuove varietà, sempre più piccanti. Nel 1912, Wilbur L. Scoville, un farmacista, trovò un nuovo metodo per misurare la piccantezza del peperoncino. Questo metodo divenne noto come Scoville Organoleptic Test, un metodo misurabile e accurato che permette di calcolare il grado di calore di un peperoncino.

Oggi il peperoncino è conosciuto e coltivato in gran parte del mondo e in molte culture è diventato parte della tradizione culinaria e culturale. Più di 400 varietà si sfidano ogni anno per ottenere il titolo di “peperoncino più piccante del mondo”.

Categoria: Enogastronomia

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