Il saturimetro, chiamato anche pulsossimetro o ossimetro, è un piccolo dispositivo usato per la misuratore cardiaca, utilizzato per misurare la quantità di ossigeno presente nel sangue. Questa misurazione viene utilizzata per monitorare la condizione di pazienti con disturbi respiratori o affetti da disturbi dell’apparato respiratorio.
Di piccole dimensioni, si attacca facilmente al dito, al naso, alle dita dei piedi, all’orecchio o sotto la pianta dei piedi. Un ossimetro è composto da una sorgente luminosa, un rilevatore e un controller e viene utilizzato sia in ambito ospedaliero, soprattutto nei reparti di emergenza, che in ambito domestico.
Come funziona un pulsossimetro?
L’ossimetria viene utilizzata per eseguire una misurazione del sangue in modo non invasivo, in quanto non preleva alcun campione.
In effetti il funzionamento è molto semplice: la molecola dell’emoglobina ha quattro atomi di ferro che hanno la capacità di catturare l’ossigeno per poi ridistribuirlo. Il sangue si satura di ossigeno nei polmoni e viene denaturato lungo il suo percorso nel corpo. È questo livello di ossigeno nel sangue che analizza il saturometro. È particolarmente utilizzato nei pazienti soggetti a malattie polmonari, in particolare nei pazienti in terapia intensiva dopo l’infezione da COVID-19.
Il saturimetro da dito emette due luci, una infrarossa e una rossa, un sensore permette di analizzare il coefficiente di saturazione in base all’assorbimento della luce. La luce rossa (lunghezza d’onda 660 nm) e la luce infrarossa (lunghezza d’onda 950 nm) passano attraverso la pelle, quantificando il tasso di saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2) in funzione del rapporto tra la concentrazione di ossiemoglobina (CHbO2) nel sangue e la concentrazione totale di emoglobina (CHb) nel sangue.
Come si usa un pulsossimetro?
Il pulsossimetro è un dispositivo progettato per analizzare facilmente la frequenza cardiaca e l’ossigenazione di una persona a rischio o di una persona con disturbo cardiorespiratorio. Il suo vantaggio è che consente un’analisi senza prelievo di sangue.
Un ossimetro o pulsossimetro deve essere posizionato su un’estremità del corpo dalla pelle sottile per massimizzare i risultati. Il pulsossimetro può essere posizionato:
- All’estremità di un dito (preferibilmente indice, medio o anulare);
- Alla fine del naso semplicemente pizzicando il naso dalla parte anteriore;
- A livello del lobo dell’orecchio;
- Sotto la pianta dei piedi se la pelle è abbastanza flessibile da permetterlo;
- Su un dito come per l’ossimetro da dito;
- Nei neonati, l’ossimetro è posizionato nell’arto superiore destro.
L’analisi dell’ossimetro può essere influenzata dalla presenza di smalto.
Leggere le misurazioni di un ossimetro non potrebbe essere più semplice, non è necessario essere un operatore sanitario per poter interpretare i risultati.
Come leggere un pulsossimetro?
Il display dell’ossimetro mostra la saturazione di ossigeno nel sangue come percentuale di SPO2 e la frequenza del polso come battiti al minuto. Lo standard di saturazione di normale O2 è compreso tra il 95 e il 100%. Al di sotto del 95% si parla di ipossia (mancanza di ossigeno), al di sotto del 90% è richiesto un intervento rapido.
Il polso normale è compreso tra 55 e 85 battiti cardiaci al minuto in un adulto a riposo. La frequenza cardiaca diventa preoccupante quando supera i 100 battiti al minuto o scende sotto i 55 battiti al minuto.
Nota che la saturazione di ossigeno nel sangue in un fumatore sarà notevolmente inferiore rispetto a un non fumatore.



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